vincitrice Donna di Scienza

Giulia Baldazzi

Vincitrice di Menzione Speciale Donna di Scienza 2024: Giulia Baldazzi, con la seguente motivazione:

“per l’impegno scientifico e didattico portato avanti in Sardegna e per la Sardegna, in particolare l’attività scientifica sul tema dell’elettrocardiografia fetale non invasiva. La sua ricerca dà un contributo alla progettazione di nuovi algoritmi per il recupero efficace del segnale elettrocardiografico fetale, che potrà essere sfruttato in sistemi di monitoraggio perinatale a basso costo, che consentano lo screening su larga scala anche nei paesi in via di sviluppo. La sua ricerca risponde ad un bisogno particolarmente sentito dalla popolazione sarda”.

Giulia Baldazzi, nata a Cagliari, laurea triennale in Ingegneria Biomedica presso l’Università degli Studi di Cagliari e laurea magistrale in Ingegneria Biomedica presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, è ricercatrice a tempo determinato di tipo A presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica dell’Ateneo Cagliaritano. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Bioingegneria e Robotica all’Università degli studi di Genova.
Ha vinto una borsa di studio Fulbright per un periodo di ricerca negli Stati Uniti che le ha permesso di sviluppare ulteriori competenze in algoritmi di estrazione del segnale elettrocardiografico fetale. E’ stata visiting scholar presso l’Alphanumerics Lab della Emory University School of Medicine (Atlanta, USA) dove ha offerto un contributo teorico e pratico alla progettazione e implementazione di nuovi algoritmi per il recupero efficace del segnale elettrocardiografico fetale che potrà essere sfruttato in sistemi di monitoraggio perinatale a basso costo, consentendo lo screening su larga scala anche nei paesi in via di sviluppo.
Ha avviato collaborazioni con diverse realtà regionali, inclusi partner clinici, industriali e accademici. A queste si sono aggiunti partner nazionali e internazionali.
La sua ricerca scientifica si concentra sullo screening e sulla diagnosi delle cardiopatie congenite, un problema rilevante soprattutto in Sardegna, dove l’incidenza di queste malformazioni è circa il doppio rispetto al resto d’Italia. Dal 2018, la ricerca è volta all’estrazione di segnali elettrocardiografici fetali clinicamente interpretabili, attraverso tecniche avanzate di elaborazione dei segnali. L’obiettivo è ottenere segnali privi di distorsioni morfologiche che possano supportare la diagnosi precoce e il trattamento delle cardiopatie congenite, contribuendo così alla salute dei neonati e alla riduzione dei rischi
pre-, intra- e post-partum per la madre e per il bambino. La scoperta precoce dei problemi cardiaci fetali potrebbe consentire un trattamento in utero e una pianificazione del parto, portando infine a una migliore prevenzione prenatale.
La disseminazione dell’attività di ricerca condotta nel settore, oltre a pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, ha portato ad interventi in eventi divulgativi a livello locale ma anche all’organizzazione di eventi internazionali a Cagliari, favorendo importanti e ulteriori scambi con esperti del settore e, dunque, il prestigio e il progresso della Sardegna nel settore scientifico.
Infine, grazie all’esperienza e alle competenze maturate, ha avuto modo di dedicarsi alla didattica, prima in qualità di tutor e poi di docente.

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WANGARI MUTA MAATHAI

[Ihithe, 1940 – Nairobi, 2011] Ambientalista e attivista keniota. Nel 2004 è stata la prima donna africana a ricevere il Premio Nobel per la pace. È stata parlamentare keniota e Assistente Ministro per l’Ambiente e le Risorse Naturali nel governo del presidente Mwai Kibaki, fra il gennaio 2003 e il novembre 2005.

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