La duplice sfida: essere una donna scienziato ed essere uno scienziato donna
Lise Meitner
(Vienna, 07/11/1878 - Cambridge, 27/10/1968)
Inquadramento storico
Tra la fine del XIX secolo e l’inizio della Prima Guerra Mondiale, la Germania eccelleva in fisica, chimica, medicina e ingegneria grazie alle università e ai centri di ricerca come il Kaiser-Wilhelm-Gesellschaft. Come in diversi paesi occidentali, le donne poterono iscriversi all’università solo nel 1908, ma con molte limitazioni, soprattutto nei campi scientifici. Erano inoltre imposte norme o consuetudini che richiedevano il celibato alle donne accademiche o impiegate nel settore pubblico.
La Prima Guerra Mondiale promosse l’impiego delle donne nei settori scientifici e ingegneristici per sopperire alla mancanza di uomini impegnati al fronte e la Costituzione della Repubblica di Weimar del 1919 dichiarava che “uomini e donne hanno gli stessi diritti e le stesse responsabilità fondamentali”.
Furono proclamati il diritto di voto femminile, l’uguaglianza sociale tra i sessi nei diritti civili, la non discriminazione nei confronti delle impiegate nella burocrazia, i diritti di maternità e l’uguaglianza all’interno del matrimonio. Tuttavia, si continuò a considerare “innaturale” l’interesse delle donne verso la scienza e a penalizzare le loro carriere a vantaggio dei colleghi maschi.
Con l’ascesa del nazismo il sessismo e l’antisemitismo imperanti fermarono i passi avanti fatti dalle donne nell’avanzamento dei loro diritti, revocando quelli concessi durante la Repubblica di Weimar. Il Partito nazista decretò che “le donne non potevano essere ammesse né nell’apparato esecutivo né nel comitato amministrativo”, esercitando una politica di confinamento delle donne ai ruoli di madre e di sposa e dall’esclusione da tutte le posizioni di responsabilità, in particolare in campo politico e accademico.
Fu messa in atto una massiccia campagna propagandistica tesa a “liberare le donne dall’emancipazione femminile” [1]. Quello che è triste ricordare è che Hitler dovette parte della propria ascesa politica al sostegno delle donne più integrate nel mondo dell’alta società tedesca [2].
Biografia
Nata a Vienna nel 1878, in una numerosa famiglia ebrea, Lise Meitner descriverà la sua infanzia come eccezionalmente stimolante dal punto di vista culturale. Pianista appassionata per tutta la vita, eccelleva a scuola in matematica e scienze. Poiché all’epoca le donne non potevano iscriversi alle università in Austria, completò gli studi per diventare insegnante. Tuttavia, i tempi cambiarono e nel 1901 fu ammessa all’Università di Vienna, distinguendosi come l’unica studentessa donna. Fu allieva di Ludwig Boltzmann e capì subito che lo studio della fisica sarebbe stata la sua vita.
La sua famiglia, come molte famiglie borghesi dell’epoca integrate nella società viennese, aveva abbandonato il giudaismo battezzando i figli. Lise divenne protestante nel 1908.
Dopo il dottorato, conseguito nel 1905, e il suicidio del suo mentore Boltzmann, Lise iniziò a lavorare con l’assistente di Boltzmann, Stefan Mayer, che si occupava di radioattività. Acquisì presto capacità ed esperienza e, poiché il suo futuro a Vienna appariva incerto, chiese ai suoi genitori il permesso di trasferirsi a Berlino per seguire le lezioni di Max Planck, che la accolse nonostante le sue riserve sulle donne all’università. Nel tempo libero dalle lezioni cominciò a frequentare il laboratorio di fisica sperimentale di Heinrich Rubens dove incontrò il chimico Otto Hahn. Hahn divenne il suo collega-fratello. Insieme, iniziarono a lavorare sulla fisica e chimica delle sostanze radioattive al Kaiser Wilhelm Institute per la Chimica, dove lavorò per oltre trent’anni, concentrandosi sulla fisica nucleare.
All’inizio fu difficile. L’accesso al Chemistry Institute era precluso alle donne e a Lise fu permesso soltanto di frequentare lo scantinato, dove venne allestito un piccolo laboratorio per la misura delle radiazioni. Non poteva accedere ad altre aree dell’Istituto e doveva utilizzare i servizi igienici di un ristorante vicino. Anche quando le restrizioni furono allentate, i colleghi dell’istituto salutavano Lise e Otto con un semplice “Buongiorno signor Hahn” quando li incontravano nei corridoi.
Durante la Prima Guerra Mondiale, dal 1914 al 1916, prestò servizio volontario come tecnico dei raggi X nell’esercito austriaco. Fu, inoltre, tra i primi a stabilire norme di sicurezza e protezione per l’uso delle radiazioni.
Nel 1918 identificò insieme ad Hahn l’elemento 91 chiamato protoattinio.
Nel 1923, scoprì la produzione di elettroni quando i raggi X espellono elettroni orbitali. Questo fenomeno è stato poi chiamato “effetto Auger”, dal nome del fisico francese Pierre Auger, che lo scoprì indipendentemente due anni dopo.
Dal 1926 fu nominata Professore straordinario, prima donna in Germania, all’Università di Berlino. Si era costruita una vita che amava: poteva lavorare in un laboratorio attrezzato fra colleghi e studenti eccellenti.
L’ascesa al potere di Hitler inizialmente non aveva compromesso il lavoro del gruppo berlinese, anche perché Lise Meitner, austriaca e di religione protestante, non pensava che le cose potessero degenerare. Tuttavia, dopo l’annessione dell’Austria nel marzo 1938, fu costretta a fuggire in segreto dalla Germania a causa delle sue origini ebraiche. Riuscì a salvare la propria vita, ma perse tutto il resto: il suo lavoro, la sua posizione accademica e, in larga misura, la sua reputazione scientifica. Si trasferì a Stoccolma presso l’Istituto Nobel di Fisica sperimentale, sotto la direzione di Manne Siegbahn, senza però entrare a far parte del loro gruppo di ricerca né formarne uno proprio. Meitner non aveva un titolo ufficiale; riceveva un modesto contributo dall’Accademia delle Scienze Svedese e disponeva di uno spazio personale, ma non di collaboratori, attrezzature o neppure di un mazzo di chiavi personale, come ricordò in seguito. Continuò la collaborazione con Hahn e Strassmann tramite corrispondenza.
Nel 1934, Enrico Fermi e i suoi collaboratori avevano prodotto isotopi radioattivi mediante il bombardamento neutronico dell’uranio, inizialmente interpretato come produzione di elementi transuranici. Lise Meitner aveva persuaso Otto Hahn e Fritz Strassmann a esaminare ulteriormente le possibili spiegazioni di questo fenomeno, sul quale stavano lavorando, oltre Fermi con il suo gruppo romano, anche i coniugi Joliot-Curie a Parigi. Nel corso dei quattro anni seguenti Lise, Otto e Fritz avevano fatto scoperte interessanti ma enigmatiche.
Nel novembre 1938 Otto Hahn incontrò in segreto Lise Meitner a Copenaghen. Seguendo i suoi suggerimenti, al suo ritorno avviò una serie di esperimenti con Fritz Strassmann su un prodotto del bombardamento dell’uranio che ritenevano fosse radio. Scoprirono che invece si trattava di bario, che aveva circa la metà della massa atomica dell’uranio e della cui presenza non sapevano dare spiegazione. Si era a pochi giorni dal Natale e Otto scrisse a Lise per comunicare la scoperta e chiedere aiuto per comprenderla. Contemporaneamente si accinse a preparare un articolo da pubblicare su Naturwissenschaften (sarà pubblicato nel gennaio 1939). Ricevuta la lettera, Lise Meitner, che si trovava in vacanza col nipote Otto Robert Frisch, cercò con lui la spiegazione del risultato usando il modello “a goccia liquida” del nucleo di Bohr; insieme definirono il fenomeno come fissione nucleare, successivamente descritto su Nature nel febbraio 1939 in un articolo in cui si affrontava anche il problema della conseguente emissione di energia durante il processo.
Nel 1944 ad Hahn e Strassmann fu attribuito il Premio Nobel per la Chimica, per la scoperta della fissione nucleare, senza attribuire il meritato riconoscimento al contributo fondamentale di Meitner e Frisch, probabilmente perché Hahn lo tenne nascosto a causa della loro “fuga” dalla Germania, e forse anche perché lo stesso Siegbahn, che mal sopportava uno scienziato donna, si oppose presso il comitato Nobel. Sebbene successivamente molti, incluso lo stesso Hahn, abbiano riconosciuto il ruolo cruciale di Lise Meitner, l’errore del mancato Premio Nobel non fu mai ufficialmente corretto. Solo parzialmente mitigato dal conferimento nel 1966 del Premio Fermi (Commissione per l’Energia Atomica – USA) a Hahn, Meitner e Strassmann.
Il contributo determinante di Meitner alla scoperta della fissione dall’inizio fino alla fine è fuori di ogni ragionevole dubbio. Tuttavia, le leggi razziali che la costrinsero ad abbandonare la Germania resero impossibile la sua firma nella pubblicazione di Hahn e Strassmann, rendendo pericoloso per Hahn mantenere legami con lei. Per molto tempo, Hahn negò sia la stretta collaborazione con una persona non ariana in esilio, sia il contributo determinante fornito da Meitner in precedenza, un autoinganno provocato dalla paura. La disonestà di Hahn distorse la memoria di questa scoperta e quasi costò a Lise Meitner il suo posto nella storia. Anche dopo la caduta del nazismo, Hahn non trovò necessario e considerò svantaggioso correggere il racconto della scoperta della fissione riguardante Meitner.
Privatamente, Meitner descrisse il comportamento di Hahn come “una semplice soppressione del passato” e aggiunse: “Io ero parte di quel passato soppresso”.
Tuttavia Lise Meitner, tranne poche brevi dichiarazioni, evitò di parlare della sua vita, delle sue difficoltà o dell’amicizia tradita. Fortunatamente, i suoi scritti e una grande quantità di materiale d’archivio hanno permesso di comprendere la portata del suo lavoro e le difficoltà incontrate nella sua carriera.
Ricevette numerose altre onorificenze, tra cui l’ammissione come membro straniero della Royal Society dal 1946, delle Accademie delle Scienze svedese, di Vienna, di Berlino ed altre; la medaglia Leibniz dell’Accademia di Berlino nel 1924 e la medaglia Planck della Società Tedesca di Fisica nel 1949.
Dopo la guerra, trascorse un breve periodo negli Stati Uniti presso la Università Cattolica di Washington e fu proclamata “Donna dell’anno” nel 1946 dall’Associazione della Stampa. In tale occasione, venne erroneamente acclamata come “madre della bomba atomica” e fu scritto che era fuggita dalla Germania con “i piani della bomba nella borsetta”, sebbene in realtà non avesse contribuito in alcun modo, nemmeno indirettamente, agli studi che portarono alla realizzazione della bomba atomica. Successivamente, tornò in Svezia, dove ottenne la cittadinanza svedese, e lavorò come Professore all’Istituto Reale di Tecnologia fino al 1960.
Nel 1992, in suo onore, l’elemento 109 fu chiamato Meitnerium.
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https://www.aif.it/fisico/biografia-lise-meitner/
[1] Sono parole del ministro della Propaganda Joseph Goebbels
[2] Si ricordano in particolare; Helene Bechstein, imprenditrice tedesca. Fu insegnante di galateo per Adolf Hitler e moglie di Edwin Bechstein, proprietario e in seguito azionista di maggioranza della C. Bechstein, un’azienda leader nella produzione di pianoforti; Elsa Bruckmann, moglie dell’editore monacense Hugo Bruckmann, che aprì a Hitler il suo salotto, centro della vita intellettuale e culturale di Monaco, e gli permise di conoscere numerose personalità che furono essenziali per la sua successiva ascesa; Winifred Marjorie Wagner, moglie inglese di Siegfried Wagner, figlio di Richard Wagner, direttrice del Festival di Bayreuth dal 1930, dopo la morte del marito. Fu amica e sostenitrice di Hitler, egli stesso appassionato di Wagner, e lei e Hitler mantennero una corrispondenza regolare fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.





