L’elemento del Diavolo

L’elemento del Diavolo

Il fosforo e l'equilibrio precario del ciclo della vita

A cura di: Stefano Alberti, Università degli Studi di Genova

La vita sul Pianeta Terra, caratterizzata dalla presenza di sistemi termodinamici fuori equilibrio, può essere mantenuta grazie al susseguirsi dei cicli biogeochimici, ovvero percorsi che descrivono la movimentazione e il riciclo di determinate sostanze chimiche tra le componenti biotiche e abiotiche della biosfera. La biosfera, quindi, può essere definita tale solamente in virtù del mantenimento di questi cicli, che coinvolgono sostanze diverse che compiono il loro ciclo in tempi diversi e caratteristici per ogni specie chimica coinvolta. Non è solo la vita in sé a dipendere da questi, ma anche tutte quelle attività che gli esseri viventi compiono sulla biosfera (in particolar modo, gli esseri umani).
Rispettare il tempo caratteristico di ciascun ciclo dovrebbe rappresentare la condizione di base su cui organizzare qualsiasi tipo di attività; eppure, al giorno d’oggi, il tempo per “aspettare” viene considerato tempo perso.

Imparare a conoscere i cicli biogeochimici è essenziale; in altre parole, imparare a rispettare il tempo con cui ogni ciclo si può concludere significa poter praticare e attuare la sostenibilità ambientale.

Stefano Alberti

Stefano Alberti è RTDa in Chimica Fisica presso il DCCI di Unige. Le sue attività di ricerca e di docenza sono dedicate agli aspetti ambientali della Chimica Fisica, come la termodinamica di fuori equilibrio, aspetti energetici, distribuzione di specie chimiche nell’ambiente, depurazione delle acque, e sintesi.

L'elemento del Diavolo

Il fosforo e l'equilibrio precario del ciclo della vita
Aboca

“L’elemento del diavolo” è un interessantissimo lavoro di giornalismo scientifico, un resoconto essenziale e illuminante che ci spinge a prestare attenzione a una delle questioni ambientali più pericolose ma meno conosciute del nostro tempo, in cui la competenza e lo stile impeccabile della penna di Dan Egan, due volte finalista al premio Pulitzer, fanno la differenza. La storia del fosforo abbraccia tutto il mondo e diverse epoche, dal passato a oggi. Scoperto per la prima volta in un laboratorio alchemico del XVII secolo ad Amburgo, divenne presto una risorsa molto ambita. La corsa all’estrazione del fosforo è passata dai campi di battaglia di Waterloo, che venivano saccheggiati in cerca delle ossa dei soldati caduti, alle leggendarie isole del guano al largo del Perù, dalla Bone Valley della Florida e alle dune di sabbia del Sahara occidentale. Nel secolo scorso, il fosforo ha reso l’agricoltura molto più produttiva, contribuendo all’enorme aumento della popolazione umana. Eppure, come Egan riporta in maniera straziante, la nostra dipendenza eccessiva da questo nutriente vitale per le colture sta oggi causando fioriture di alghe tossiche e “zone morte” nei corsi d’acqua. Il fosforo, oggi, è prezioso e ambito come i combustibili fossili, ma stiamo esaurendo la sua disponibilità ad una velocità tale che, proprio come per il petrolio, alcuni scienziati temono che raggiungeremo “il picco del fosforo” nel giro di pochi decenni, con un impatto determinante sulla futura scarsità di cibo, una seria minaccia che rischia di aumentare i conflitti e persino le guerre. È il paradosso del fosforo: stiamo consumando le nostre sempre più scarse riserve di roccia fosforica estraibile, ma allo stesso tempo stiamo drogando le nostre acque con delle dosi eccessive di fosforo, nocive per l’ambiente e per la nostra salute. Senza fosforo non c’è vita sulla Terra. Lo stesso vale per azoto e potassio, con una differenza però sostanziale: il fosforo si sta esaurendo. Una notizia allarmante se pensiamo che è l’elemento che completa il cerchio della vita e nient’altro può svolgere la sua funzione… Un’indagine sul passato, il presente e il futuro del “petrolio del nostro tempo”.

10 nov 2025

h 9:00 - 10:00 | 

Sede evento:
EXMA Sala conferenze
Via San Lucifero, 71 Cagliari

L’accesso alle attività del Cagliari FestivalScienza è libero e gratuito per tutti. La prenotazione è obbligatoria solo per le scuole e i gruppi organizzati.