Le lingue impossibili: il cervello, le macchine e il dono dei limiti
A cura di Andrea Moro, Accademia dei Lincei – Scuola Universitaria Superiore IUSS Pavia – Scuola Normale Superiore Pisa
Presenta Ignazio Putzu, Prorettore alla Didattica Università degli Studi di Cagliari
Tutti gli esseri viventi comunicano, ma gli esseri umani sono gli unici capaci di generare significati sempre nuovi (le frasi) ricombinando gli stessi elementi (le parole). Malgrado differenze apparenti nella complessità delle strutture linguistiche, questa capacità, chiamata “sintassi”, è espressa dall’azione delle medesime semplici operazioni invarianti in tutte le lingue del mondo. Cosa spiega l’esistenza dei “confini di Babele”? La risposta è stata data dalle neuroscienze contemporanee e si basa sulla misura della reazione del cervello umano a lingue “impossibili” cioè lingue non contenute entro i confini di Babele. L’impatto di questa scoperta ha conseguenze in tantissimi settori, incluso quello dell’intelligenza artificiale: infatti, si capovolge la visione tradizionale per la quale le macchine sono troppo poco potenti per simulare un cervello umano; al contrario, si rivelano troppo potenti dal momento che per esse non esistono lingue impossibili. In definitiva, queste ricerche portano alla conclusione che, almeno per quanto riguarda la mente umana, noi siamo i nostri limiti.
Sulle trame di una irresistibile scienza
A cura di Alberto Diaspro, Università di Genova – Istituto Italiano di Tecnologia
Presenta Carla Romagnino, Presidente onoraria dell’Associazione ScienzaSocietàScienza
“Tramas e filu” con cui ci muoveremo lungo un filo narrativo che intreccia il metodo con la conoscenza, la bellezza con la scoperta di una irresistibile scienza. Il passaggio dal segno scritto a quello figurativo ispirato da Galilei è il telaio su cui si realizza la trama tra fisica, biologia, astronomia, chimica e arte. Così la scienza è irresistibile nell’innescare la curiosità innata negli umani.









