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LUCIANA NISSIM MOMIGLIANO

Donna di Scienza, festival, FestivalScienza, La Scienziata del giorno

Sono dottoressa in Medicina

Luciana Nissim Momigliano

(Torino, 1919 – Milano, 1998)

Inquadramento storico

Dal 1922 al 1945 l’Italia visse il periodo più cupo della sua storia, oppressa dal regime fascista e dall’occupazione tedesca. Sono di questo periodo le leggi razziali introdotte il 13 settembre 1938: professori, funzionari pubblici, militari, giornalisti, scrittori, professionisti, commercianti furono cacciati dal loro posto di lavoro, spogliati di ogni bene e libertà per la sola colpa di essere ebrei. Molti di loro, durante la guerra, furono deportati e morirono nei lager nazisti. Per altri, più fortunati la “colpa” si tradusse in esilio, fuga, pericoli, nascondigli falsi nomi, almeno fino al 1945, anno della Liberazione.

Biografia

Luciana Nissim nacque a Torino nel 1919 da una famiglia ebraica. Dopo la licenza liceale, conseguita nel 1937, Luciana decise di iscriversi a medicina. Stava seguendo le lezioni del primo anno quando, siamo nel 1938, furono emanate le leggi razziali: i ragazzi ebrei non potevano più frequentare le scuole pubbliche, ma era consentito a quelli già iscritti all’università di continuare i propri studi fino al conseguimento della laurea, nel luglio del 1943.
Già nel corso degli studi universitari e più in particolare immediatamente dopo il conseguimento della laurea, Luciana si era unita a un gruppo di giovani antifascisti e frequentava i ragazzi ebrei che si riunivano nella biblioteca della scuola ebraica di Torino per discutere di politica, nonché a progettare la resistenza al fascismo o l’emigrazione in Palestina. Tra loro: Franco Momigliano, che diventò poi suo marito, e Primo Levi.
Pochi giorni dopo la sua laurea Mussolini si dimise, ma la felicità degli antifascisti per tale notizia fu di breve durata. Dopo l’8 settembre, quando l’Italia si arrese agli alleati, il paese fu occupato dai tedeschi. La famiglia Nissim dovette mettersi in salvo, rifugiandosi in un paesino della Val d’Aosta, Brusson, dove, tra i tanti lì riparati ritrova l’amico torinese Primo Levi. Con lui, Vanda Maestro, sua amica, e altri due comuni amici, si unì a «un gruppetto di ex militari che si stava raccogliendo per cominciare la resistenza contro i tedeschi» costituendo così le prime formazioni partigiane. Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre le milizie fasciste, a seguito di un rastrellamento, il gruppo dei giovani torinesi fu arrestato e condotto al carcere di Aosta. Dopo un mese, Luciana fu tradotta nel campo di Fossoli e di lì, il 22 febbraio del 1944, ad Auschwitz. Insieme a lei in quel tragico viaggio c’erano gli amici Primo Levi, Vanda Maestro e Franco Sacerdoti; solo Luciana e Levi tornarono. Ma fu grazie alla laurea in medicina che Luciana Nissim potrà salvarsi, perché in quanto medico visse in condizioni materiali appena migliori rispetto agli altri internati. Al momento della rasatura si fece suggerire da una compagna una frase in tedesco: «Ich bin Aertzin» (sono dottoressa in medicina), che la fece assegnare alla infermeria del campo. Luciana rientrò in Italia solo nel luglio del 1945, dopo essere fuggita dal campo di lavoro di Lichtenau, dove era stata trasferita.
Due mesi dopo il suo ritorno in Italia, Luciana Nissim entrò nella clinica pediatrica di Torino: «ero uscita viva dallo sterminio – scrive – anche grazie al fatto che ero laureata in medicina, ma il mio tirocinio di giovane medico si era svolto nell’orrore e nella disperazione assoluta di Birkenau. Ora però la guerra crudele era finita, e come tutti, almeno in quei primi mesi di pace ero piena di slanci, di speranza, e di voglia di ricostruire».
In seguito, Luciana Nissim passerà dall’esperienza della pediatria a quella della psicoanalisi, a cui si dedicherà negli anni seguenti fino alla morte.
Nel 1965 divenne membro associato della Società Psicoanalitica Italiana, nel 1973 membro ordinario e nel 1978 analista didatta ed esercitò la psicoanalisi a Milano svolgendo una intensa attività clinica, di supervisione e di ricerca con particolare attenzione all’ascolto del paziente con rispetto e comprensione.
Luciana Nissim Momigliano morì a Milano il 1° dicembre del 1998.

La maggior parte delle informazioni che riguardano Luciana Nissim sono prese da “Raffaella Simili, Sotto falso nome, Scienziate italiane ebree (1938-1945), Edizioni Pendragon, Bologna, 2010 e da
https://scienzaa2voci.unibo.it/biografie/1215-nissim-momigliano-luciana

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