La scienza internazionale può essere motore di inclusione e progresso sociale solo se si fonde in perfetta armonia con il territorio che la accoglie.
La Sardegna già oggi ospita realtà scientifiche e culturali di livello internazionale: le università di Cagliari e di Sassari, vari centri di ricerca, il Sardinia Radio Telescope. Nel prossimo futuro c’è la possibilità che si faccia un enorme passo in avanti grazie alla realizzazione dell’Einstein Telescope (ET), il rivelatore di onde gravitazionali più grande del mondo.
ET renderebbe la Sardegna un polo scientifico di rilevanza mondiale per i prossimi 50 anni almeno. Un crocevia di scienziatə di tutto il mondo in piena Barbagia.
ET in campo scientifico sarà senza dubbio una rivoluzione. Ma ET significa non solo milioni di onde gravitazionali, ma anche miliardi di euro di investimenti e migliaia di posti di lavoro. In Sardegna siamo abituati da decenni a un modello di “sviluppo” (aici ddi narant is politicos) imposto dall’esterno, dimostratosi insostenibile perché inadatto ai nostri territori e alla nostra cultura.
Tocca anche a noi scienziatə discutere pubblicamente di ET e di scienza internazionale come occasione per elaborare dal basso un nuovo modello sociale, sostenibile e a misura di Sardegna. Un modello in cui le infrastrutture scientifiche possano essere un volano per l’economia dei territori, nel rispetto delle esigenze di quegli stessi territori.
Tocca a noi scienziatə mettere le nostre conoscenze e la nostra creatività al servizio della società, costruendo ponti tra mondi diversi: scienza internazionale, teatro, lingua e cultura sarda.
Tocca a noi scienziatə uscire dalla proverbiale torre d’avorio per dialogare con tuttə: in italiano, in inglese… e sigumenti seus in Sardìnnia, pruschetotu in sardu.
Monologo teatrale di Riccardo Murgia
Chitarra – Giampaolo Pillosu
Live Painting – Augusto Murgia









